Monza & CO. - Green and Blue Transition - Monza avvia la sperimentazione per utilizzare acqua di falda nel lavaggio strade
Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2026, 11:15
Nell’ambito della Strategia di Transizione Climatica Monza & Co. – Green and Blue Transition, il Comune di Monza ha avviato una prima sperimentazione per l’utilizzo di acqua di falda non potabile nel lavaggio delle strade urbane, riattivando un pozzo esistente situato nel quadrante nord-est della città in Via della Birona.
L’obiettivo è ridurre l’impiego di acqua potabile per attività che non richiedono caratteristiche idonee al consumo umano, contribuendo a una gestione più sostenibile della risorsa idrica, in linea con il percorso di transizione climatica intrapreso dall’amministrazione. L’acqua di falda non potabile, opportunamente trattata per gli usi previsti, può infatti rappresentare una risorsa alternativa per diversi servizi urbani, come il lavaggio delle strade e, in prospettiva, l’irrigazione del verde pubblico, consentendo di limitare il ricorso all’acqua potabile distribuita per gli usi civili. Questa possibilità si basa anche sul lavoro che BrianzAcque, gestore del servizio idrico integrato, sta portando avanti da diversi anni per mappare e analizzare i pozzi presenti sul territorio. Questa attività consente di individuare le strutture esistenti che possono essere riattivate e destinate a utilizzi compatibili, fornendo ai Comuni elementi utili per valutarne l’impiego all’interno delle proprie strategie di sostenibilità.
Dal punto di vista tecnico, i pozzi di falda possono attingere a diverse profondità. Le acque di prima falda, generalmente situate fino a circa 30 metri, e quelle di seconda falda, più profonde, presentano caratteristiche differenti e possono essere destinate a usi non potabili previa adozione di adeguati trattamenti, ad esempio mediante sistemi di filtrazione. Il loro utilizzo per servizi urbani consente di valorizzare una risorsa già disponibile, riducendo il consumo di acqua potabile per funzioni che non lo richiedono. L’impiego operativo di queste risorse richiede tuttavia un’attenta pianificazione. La posizione dei pozzi, ad esempio, influisce sull’organizzazione dei percorsi dei mezzi per il lavaggio strade, che devono poter effettuare il rifornimento in modo efficiente. Nei territori più estesi, questo comporta la necessità di coordinare l’utilizzo dei diversi punti di approvvigionamento in relazione alle aree servite, ottimizzando tempi di ricarica, turni operativi e distribuzione delle attività. Si tratta di un lavoro progressivo di organizzazione e coordinamento, fondamentale per rendere strutturale questo tipo di soluzione.
L’esperienza avviata a Monza rappresenta quindi un primo passo in questa direzione e contribuisce a costruire un modello replicabile anche in altri contesti urbani, dove la gestione sostenibile delle risorse idriche è sempre più centrale nelle politiche di adattamento climatico.
BrianzAcque «La mappatura e la riattivazione dei pozzi esistenti consentono di mettere a disposizione dei territori nuove opportunità per l’utilizzo di acqua di falda non potabile, sempre in una chiave di rispetto della risorsa idrica che, se correttamente gestita e trattata per gli usi previsti, può contribuire in modo concreto a ridurre il consumo di acqua potabile per attività operative come il lavaggio strade o l’irrigazione del verde, rendendo il sistema complessivo più efficiente e sostenibile».
Anche dal punto di vista dell’amministrazione, l’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio: «La riattivazione di questo pozzo rappresenta un primo passo in un percorso che ci permette di valutare concretamente l’utilizzo di fonti alternative per i servizi urbani», sottolinea l’assessore all’Igiene Urbana Viviana Guidetti del Comune di Monza. «L’obiettivo è sviluppare progressivamente soluzioni che consentano di ridurre il consumo di acqua potabile per usi che possono essere soddisfatti in modo diverso, rafforzando la resilienza del territorio e migliorando la gestione complessiva delle risorse, in coerenza con la Strategia di Transizione Climatica».
Nei prossimi mesi, il Comune e BrianzAcque proseguiranno le attività di monitoraggio e valutazione, con l’obiettivo di consolidare l’esperienza avviata e verificarne le possibili evoluzioni future.