Descrizione
La Giunta Comunale ha approvato i documenti propedeutici alla predisposizione della variante al Piano di Governo del Territorio della città di Monza.
“Monza non è una città che deve crescere di più, ma una città che può crescere meglio – spiega il Sindaco Paolo Pilotto - In un contesto altamente urbanizzato, con numerose aree dismesse e sottoutilizzate diffuse sul territorio, continuare a espandersi non corrisponde al miglioramento della vita in città. La priorità è cercare di riqualificare ciò che esiste, ridurre il consumo di suolo libero, restituire valore agli spazi urbani e contribuire a rendere la città più vivibile e più equa. Per questo il Piano esprime una direzione chiara: meno espansione, più attenzione alle trasformazioni”.
L’iter. La proposta di Variante al PGT, avviata nel 2023, si compone del Documento di Piano, del Piano dei Servizi, del Piano delle Regole, della Componente Geologica, Idrogeologica e Sismica, nonché del Reticolo Idrico Minore con il relativo Documento di Polizia Idraulica. Il procedimento è attualmente nella fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) dedicata alla messa a disposizione della documentazione: sono infatti consultabili la proposta di Variante, il Rapporto Ambientale e la relativa Sintesi non Tecnica, ai fini della presentazione di osservazioni e contributi.
Nei prossimi giorni, come previsto dalla normativa regionale vigente (L.R. 12/2005), si aprirà inoltre la fase di consultazione con le parti economiche e sociali, finalizzata ad acquisire ulteriori elementi utili alla definizione del Piano, in un’ottica di confronto e partecipazione ampia e strutturata.
Consumo di suolo e edificabilità. Rispetto alle prescrizioni introdotte dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che prevede una riduzione del consumo di suolo per funzioni residenziali fino al 53%, la variante comunale riduce fino al 71%. Per quelle non residenziali dove la prescrizione si ferma al 50% la variante riduce del 61%. Il “bilancio ecologico” del suolo risparmiato, dunque, arriva a 711.086 mq.
Viene introdotto, inoltre, un indice unico base di edificabilità pari a 0,30 mq/mq e massimi - a seconda del contesto - a 0,45 o 0,60 (ora è 0,88).
La città pubblica. Le aree destinate a servizi vengono incrementate di 1.625.700 mq e la dotazione per capite passa dunque da 33,7 mq/ab a 43,8 mq/ab, oltre il doppio di quelli di legge (18 mq/ab secondo D.M. 1444/1948).
Casa accessibile. Il Piano rafforza in modo significativo l’offerta di abitazioni accessibili, individuando 9 nuovi ambiti destinati all’edilizia residenziale sociale. Introduce inoltre, negli interventi di nuova edificazione e nei cambi d’uso verso la funzione residenziale, quote progressive di edilizia convenzionata – dal 20% al 40% in relazione alla dimensione dell’intervento – e prevede una quota aggiuntiva del 10%, non computata nell’indice, da destinare ai Servizi Abitativi Sociali (SAS).
Parallelamente, il Piano promuove la riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (SAP), favorendola attraverso l’utilizzo dei proventi derivanti dalle monetizzazioni, così da reinvestire risorse direttamente nel miglioramento e nella disponibilità degli alloggi.
Attività economiche e produttive. Il Piano consolida il sistema economico e produttivo rafforzando l’attrattività del territorio attraverso regole di attuazione più semplici e flessibili (elimina l’indice di edificabilità e introduce l’utilizzo dei parametri di indice di copertura, altezza massima e indice di permeabilità) e disincentivando il cambio d’uso delle attività economiche in essere.
“L’impostazione del Piano si traduce in scelte concrete sulla transizione ecologica: più permeabilità dei suoli, più alberature, più verde urbano, maggiore attenzione agli impatti climatici. Non come vincoli astratti, ma come condizioni per una città più sana e resiliente - osserva l’Assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti - Allo stesso tempo, il nuovo Piano affronta uno dei nodi più urgenti: la casa. I dati indicano con chiarezza che il problema non consiste nella quantità complessiva dell’offerta, ma nella sua accessibilità. Per questo il PGT introduce un principio netto: ogni trasformazione deve contribuire a sostenere la possibilità per tutti i cittadini di fruire di una casa. Edilizia convenzionata, edilizia sociale e nuove forme dell’abitare diventano parte strutturale delle regole, non eccezioni. Accanto a questo, si rafforza il ruolo della città pubblica”.
Identità Storiche e Testimoniali. Il Piano individua gli ambiti e gli edifici di significativo valore storico-insediativo, identitario e testimoniale, definendo una disciplina orientata prioritariamente alla loro conservazione, al recupero e alla valorizzazione dei caratteri originari. Gli interventi sono ammessi nel rispetto della compatibilità con il contesto urbano e paesaggistico di riferimento, al fine di garantirne la coerenza e l’integrazione armonica.
Tre progetti per il futuro. Dalle strategie contenute nel documento emergono tre filoni prioritari di riflessione. Il primo riguarda le infrastrutture da vivere sempre più come spazio pubblico: vanno in questa direzione le nuove connessioni urbane inserite nel Piano, tra cui un parco dello Sport lungo Viale Stucchi, una passerella ciclopedonale lungo la ferrovia dal centro storico a Viale Battisti e un ring per la mobilità attiva attorno al centro storico. Il secondo filone attiene alla valorizzazione dei luoghi intorno alle future fermate della metropolitana M5: tra questi sono previsti ambiti per le attività economiche e il lavoro a Bettola, Campania e Monza Centrale. Mentre poli per servizi di rilevanza sovracomunale sono collocati a Marsala (ospedale Vecchio), Villa Reale, Ospedale, Monza Brianza (polo istituzionale). Il terzo filone riguarda gli elementi di ricucitura della città pubblica: in particolare una rete di spazi pubblici lungo il Villoresi.
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Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2026, 17:31